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Whistleblowing

Un canale riservato per segnalare condotte illecite e violazioni del Codice Etico o del Modello 231. Chi segnala è protetto dalla legge e dalle procedure aziendali.

Il canale di segnalazione

ISAB mette a disposizione di chi lavora con l’azienda un canale per segnalare illeciti e irregolarità: una piattaforma dedicata, gestita dal Responsabile per le Segnalazioni, che garantisce la riservatezza dell’identità e protegge da ogni ritorsione. La segnalazione si può inviare per iscritto, con un messaggio vocale o chiedendo un incontro di persona, anche in forma anonima. Le domande più frequenti, qui sotto, spiegano chi può segnalare, cosa e con quali tutele.

Invia una segnalazioneSi apre in una scheda nuova

Domande frequenti

Chi può fare una segnalazione?

Chiunque abbia un rapporto di lavoro o professionale con ISAB: dipendenti, collaboratori, tirocinanti e volontari, lavoratori delle imprese fornitrici e appaltatrici, professionisti e consulenti, amministratori, organi di controllo, azionisti. Anche chi è ancora in selezione, chi è in prova e chi ha già lasciato l’azienda, se i fatti risalgono al periodo del rapporto.

Lavoro per un’impresa appaltatrice, non per ISAB. Vale anche per me?

Sì. Stessi canali, stesse tutele. Non serve essere dipendenti ISAB.

Cosa posso segnalare?

Reati e illeciti civili, amministrativi o contabili. Violazioni del Modello 231 e del Codice Etico. Fatti che possono danneggiare il patrimonio o l’immagine dell’azienda. Rischi per la salute, per la sicurezza e per l’ambiente. Violazioni delle norme su appalti, antiriciclaggio, sicurezza dei prodotti, dati personali e sicurezza informatica. Vale anche per condotte solo tentate.

E cosa non rientra?

Le questioni personali del rapporto di lavoro: inquadramento, turni, ferie, attriti con un collega o con il proprio responsabile. Per quelle esistono altri canali aziendali, e passare da qui rallenta soltanto la risposta.

Come faccio a segnalare?

Tre strade. La piattaforma isab.segnalazioni.net, che è il canale più diretto. La casella vocale registrata, dalla stessa piattaforma, se preferisci parlare. Un incontro di persona con il Responsabile per le Segnalazioni, che si richiede dalla piattaforma e viene fissato in tempi ragionevoli.

Devo per forza registrarmi?

No. Puoi creare un account con username e password, oppure segnalare senza registrarti: in quel caso il sistema ti rilascia un codice e una password. Conservali, perché senza quelli non rientri più nella tua segnalazione e nessuno può recuperarli per te.

Posso restare anonimo?

Sì. Se scegli l’anonimato, non inserire nel testo elementi che ti identificano e controlla gli allegati prima di caricarli: nome e cronologia restano spesso nelle proprietà del file anche quando non compaiono nel documento.

Chi legge quello che scrivo?

Il Responsabile per le Segnalazioni, che in ISAB è il Presidente dell’Organismo di Vigilanza, eventualmente con un gruppo di lavoro dedicato. Il contenuto della segnalazione arriva separato dai tuoi dati, che restano cifrati in un archivio distinto: non vi accede nemmeno il fornitore della piattaforma.

Possono scoprire chi sono?

Solo nei casi previsti dalla legge (indagini penali, tributarie o amministrative, ispezioni degli organi di controllo) oppure in un procedimento disciplinare in cui conoscere la tua identità sia indispensabile alla difesa della persona accusata. In ogni caso ricevi una comunicazione scritta con le ragioni, e ogni accesso alla tua identità resta tracciato.

Quanto devo aspettare?

La notifica di ricezione è immediata. La prima valutazione si chiude entro 15 giorni. Il riscontro sulla segnalazione arriva entro tre mesi dall’avviso di ricevimento. Nel frattempo il Responsabile può chiederti chiarimenti.

Come seguo la pratica e come aggiungo qualcosa che mi è venuto in mente dopo?

Rientri nella tua area con le credenziali o con il codice e scrivi nell’area messaggi. Da lì vedi anche lo stato di lavorazione. Se lasci un’e-mail per le notifiche, usane una non aziendale.

Ne ho già parlato con il mio responsabile. Devo rifare tutto?

Chi riceve una segnalazione fuori dai canali ufficiali deve trasmetterla al Responsabile entro sette giorni e avvisarti che l’ha fatto. Le tutele però si attivano con certezza quando la segnalazione entra nel sistema: se puoi, usa i canali ufficiali.

Rischio conseguenze sul lavoro?

Le ritorsioni sono vietate e sanzionate: licenziamento, sospensione, demansionamento, mancata promozione, trasferimento, taglio della retribuzione, esclusione dalla formazione, referenze negative, molestie, mancato rinnovo di un contratto a termine, risoluzione di una fornitura, revoca di licenze. Il divieto protegge anche chi ti aiuta a segnalare, i colleghi vicini a te e i tuoi familiari entro il quarto grado. È sanzionato anche chi ostacola una segnalazione o rivela la tua identità.

E se una ritorsione la subisco davvero?

Lo segnali alla Commissione composta dal Direttore Generale, dal Presidente dell’Organismo di Vigilanza e dal responsabile della funzione Audit, che esamina il caso e riferisce al Consiglio di Amministrazione.

Posso rivolgermi direttamente ad ANAC?

Solo in tre casi: hai già segnalato internamente e non hai avuto seguito; hai fondati motivi di ritenere che non lo avresti o che ti esporresti a ritorsioni; la violazione è un pericolo imminente per l’interesse pubblico. Fuori da questi casi ANAC non prende in carico la segnalazione e le tutele non si applicano.

E se poi risulta che mi ero sbagliato?

Se hai segnalato in buona fede, sulla base di fatti che avevi ragione di ritenere veri, non hai conseguenze: è il punto delle tutele. Rispondono invece chi segnala il falso sapendolo, per danneggiare qualcuno o per calcolo personale.

Quanto restano i miei dati nel sistema?

Fino a cinque anni dalla comunicazione dell’esito finale. Chiusa la pratica, i dati personali vengono anonimizzati.