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La storia di ISAB, da SINCAT al Gruppo Ludoil

Dai primi insediamenti degli anni Cinquanta al complesso di oggi, attraverso i passaggi che hanno segnato l’industria energetica italiana.

Uno dei pontili di carico, con i bracci di travaso protesi sul mare.
  1. 1954

    Il primo insediamento

    Nascono gli Impianti Nord con la ragione sociale SINCAT, Società Industriale Catanese, per opera del gruppo Edison. Il sito arriva ad Augusta come insediamento petrolchimico, in una stagione in cui l’industria chimica italiana cerca sbocchi sul mare e vicino alle rotte del greggio mediterraneo.

  2. 1960

    Il Nord in funzione

    Gli Impianti Nord entrano in funzione. La collocazione sul porto commerciale definisce fin dall’origine il modello logistico dello stabilimento, fondato sul trasporto marittimo: resterà il tratto distintivo del complesso nei decenni successivi.

  3. 1972

    Nasce ISAB

    Nascono gli Impianti Sud con la denominazione originaria ISAB, Industria Siciliana Asfalti e Bitumi, nell’orbita del gruppo ERG delle famiglie Garrone e Mondini. L’acronimo sopravviverà a tutti i cambi di proprietà e diventerà il nome dell’intero complesso.

  4. 1975

    Il secondo polo

    Avvio degli Impianti Sud, con una capacità di raffinazione di 11 milioni di tonnellate. Il nuovo polo sorge a pochi chilometri dal precedente, sotto una proprietà diversa, e per quasi trent’anni i due stabilimenti opereranno separati lungo lo stesso tratto di costa.

  5. 1993

    Il progetto IGCC

    ERG ed Edison Mission Energy costituiscono ISAB Energy, con quote del 51 e del 49 per cento, per realizzare l’impianto IGCC. Il progetto affronta un problema che ogni raffineria conosce: dove collocare le frazioni più pesanti del barile. La risposta è convertirle in energia invece di venderle.

  6. 1997

    Dodici milioni di tonnellate

    La capacità degli Impianti Sud sale da 11 a 12 milioni di tonnellate. L’incremento accompagna l’evoluzione della domanda europea verso i distillati medi e prepara il sito alle specifiche sui carburanti che l’Unione introdurrà negli anni seguenti.

  7. 2000

    L’IGCC in esercizio

    L’IGCC entra in esercizio e avvia la produzione di energia elettrica. La raffineria acquisisce una seconda vocazione, e da quel momento il residuo che chiude il ciclo di lavorazione diventa capacità di generazione.

  8. 2002

    Il super-site

    Dopo diverse cessioni, l’ultima ad AGIP, il gruppo ERG acquisisce impianti e parco serbatoi degli Impianti Nord e li unisce agli Impianti Sud: dentro ERG Raffinerie Mediterranee nasce la Raffineria ISAB. È il passaggio che crea il complesso attuale e unisce due configurazioni complementari: agli Impianti Nord la conversione catalitica produce soprattutto benzine, agli Impianti Sud quella termica alimenta i gasoli.

  9. 2008

    La società ISAB S.r.l.

    ERG Raffinerie Mediterranee conferisce tutti gli asset della raffineria alla nuova ISAB S.r.l. e trasferisce a LUKOIL Europe Holding il 49% del capitale. L’accordo lega il sito a un fornitore di greggio integrato e apre la fase di progressiva uscita di ERG dalla raffinazione.

  10. 2014

    Un nuovo controllo

    Con l’esercizio in più fasi dell’opzione put, LUKOIL arriva al 100% del capitale di ISAB S.r.l. Il complesso siracusano diventa il principale insediamento europeo del gruppo russo, e la sua alimentazione si concentra progressivamente sui greggi di quella provenienza.

  11. 2022

    Il decreto di salvaguardia

    Dopo l’embargo europeo sul greggio russo, il Governo adotta un decreto che prevede l’amministrazione temporanea in caso di impossibilità a operare. Il blocco del credito bancario aveva ristretto l’approvvigionamento a una sola provenienza, e la cessazione di quella fonte metteva a rischio la continuità dello stabilimento.

  12. 2023

    Interesse strategico

    A febbraio un decreto del Presidente del Consiglio dichiara la raffineria e il complesso IGCC di interesse strategico nazionale, collocandoli fra gli asset soggetti ai poteri speciali dello Stato. A maggio GOI Energy rileva l’intero capitale di ISAB.

  13. 2025

    Abilitazione ai servizi di rete

    L’impianto ottiene l’abilitazione ai mercati dei servizi di dispacciamento. Dopo la conversione può modulare la potenza su richiesta, e il sito aggiunge alla propria funzione di raffinazione un ruolo nell’equilibrio della rete elettrica nazionale.

  14. 2026

    Il controllo al Gruppo Ludoil

    Il Gruppo Ludoil acquisisce il 51% di ISAB e ne assume il controllo esclusivo. Il maggiore complesso di raffinazione italiano torna in mani nazionali ed entra nel perimetro di un gruppo integrato lungo l’intera filiera, dall’approvvigionamento alla distribuzione. L’obiettivo dichiarato: costruire la più grande Multi-Energy Company privata del Paese.

Evoluzione

Da raffineria a piattaforma energetica

Il 23 luglio 2026 gli impianti hanno lavorato il primo carico di oli vegetali. Il percorso porterà a una capacità di 500.000 tonnellate l’anno di biocarburanti avanzati al 2030.

HVO / SAF