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La più grande raffineria d’Italia, al centro del Mediterraneo

Il complesso di raffinazione ISAB riunisce gli Impianti Sud e gli Impianti Nord, per una capacità di lavorazione di 320.000 barili al giorno: circa un quinto di quella italiana.

Gli impianti visti dalla costa, con una petroliera alla fonda e le colonne di raffinazione in primo piano.
Geografia del sito

Il complesso, a colpo d’occhio

La mappa mostra i due poli di raffinazione e l’impianto IGCC, collegati dalla rete di oleodotti, e i tre pontili che aprono il sito al mare.

OleodottiImpianti NordAugustaImpianti SudPriolo GargalloIGCC532 MWApprodiMar Mediterraneo

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Impianti Nord

Gli Impianti Nord sono il polo di produzione delle benzine. La distillazione primaria (topping) tratta greggi leggeri e medio-pesanti; la linea FCC comprende cracking catalitico, alchilazione e MTBE. Il sito dispone di due pontili nella rada di Augusta.

Modello operativo

Come lavora il sito

Dal greggio ai prodotti finiti. Cinque passaggi descrivono che cosa fa la raffineria, ogni giorno.

01

Approvvigionamento

Il greggio arriva ai pontili e da lì, attraverso gli oleodotti, raggiunge i serbatoi. Accordi di lungo periodo assicurano la continuità dei flussi, mentre la scelta delle qualità da lavorare segue le dinamiche del mercato.
02

Distillazione

Il greggio viene dissalato e inviato alla distillazione primaria, dove il calore separa le frazioni in funzione della temperatura di ebollizione. Ne escono i semilavorati (GPL, virgin nafta, kerosene, gasoli leggeri, medi e pesanti) e il residuo di fondo.
03

Conversione

I semilavorati entrano nelle unità di conversione, dove diventano benzine, gasoli e altri prodotti. È qui che i due poli si distinguono: agli Impianti Nord la conversione catalitica produce soprattutto benzine, agli Impianti Sud quella termica alimenta la produzione di gasoli.
04

Stoccaggio

Oleodotti dedicati portano i semilavorati convertiti al parco serbatoi, dove il blending compone i prodotti finiti nelle specifiche richieste dal mercato.
05

Distribuzione

Dai serbatoi i prodotti tornano ai pontili e partono via mare verso i mercati nazionali e internazionali, oppure escono su autocisterna per la distribuzione locale. Gasoli e benzine sono la quota principale dei volumi.
Capacità e logistica

Un quinto della raffinazione italiana

Il peso del sito nel sistema energetico italiano e la sua interfaccia con il mare.

320.000bbl/g

Capacità di raffinazione

4.000.000m³

Capacità di stoccaggio

Un approdo che entra nel mare aperto, visto dall’alto, con le linee di carico lungo tutta la struttura.
Un approdo nella rada di Santa Panagia serve gli Impianti Sud, due nella rada di Augusta servono gli Impianti Nord. Da qui passa la quasi totalità dei volumi, in ingresso e in uscita.
Prodotti

Che cosa produce la raffineria

Ogni barile si divide fra gasoli, che ne valgono quasi la metà, benzine, poco più di un quarto, e una coda di prodotti leggeri, semilavorati per l’industria e recuperi.

Gasoli

48,9%

Distillati medi per motori diesel e riscaldamento, con tenore di zolfo conforme alle specifiche europee.

Benzine

25,7%

Distillati leggeri per motori ad accensione comandata, formulati secondo le specifiche europee sui carburanti.

Olio combustibile

8,8%

Frazione pesante impiegata come combustibile industriale e come carburante per la navigazione.

Virgin nafta

6,7%

Distillato leggero non trattato, destinato all’industria chimica come materia prima e alla produzione di benzine.

Gasolio da vuoto

3,4%

Distillato ottenuto per distillazione sotto vuoto del residuo, usato come carica per le unità di conversione.

GPL

1,6%

Propano e butano liquefatti, per autotrazione, riscaldamento e usi domestici.

Benzene

1,6%

Frazione aromatica separata dai processi di raffinazione e destinata all’industria chimica.

Jet fuel

1,1%

Cherosene per l’aviazione civile, prodotto secondo la specifica internazionale per turbine aeronautiche. Dal 2026 una quota è SAF ottenuto in co-processing.

Zolfo

0,3%

Recuperato dai processi di desolforazione e venduto come materia prima all’industria chimica.

Altri prodotti

2,0%

Semilavorati e frazioni minori destinati a ulteriori lavorazioni o alla vendita come intermedi.

Le quote si riferiscono all’esercizio 2025 e variano con lo slate dei greggi lavorati.

Un serbatoio del parco stoccaggio visto dal basso, con un operatore sul camminamento a metà altezza.
Efficienza e ambiente

Dove efficienza e impatto coincidono

Far funzionare bene un impianto significa anche farlo consumare meno: ogni miglioramento di processo taglia insieme consumi energetici ed emissioni.

01

Emissioni

Fra il 2005 e il 2025 le emissioni di anidride carbonica del complesso sono scese da 5.878 a 1.921 chilotonnellate l’anno, IGCC compreso. Sono due terzi in meno in vent’anni, ottenuti con gli interventi impiantistici e con la revisione delle configurazioni di esercizio.
02

Energia

Il recupero di calore e l’elettrificazione dei processi abbassano insieme il consumo di combustibile e quello di acqua. La gestione dell’energia è certificata secondo la norma ISO 50001:2018.
03

Acqua

L’acqua di mare è la fonte principale di raffreddamento e copre l’intero fabbisogno dell’IGCC, che la dissala per le proprie unità. Agli Impianti Sud una quota significativa dei reflui trattati rientra nel ciclo come acqua di servizio o antincendio.
04

Circolarità

Lo zolfo recuperato e i metalli concentrati nel gassificatore diventano materie prime industriali; i catalizzatori esausti vengono rigenerati; i gas leggeri di raffineria alimentano gli impianti.
Impianto IGCC

Elettricità dai residui della raffinazione

532 MW di potenza installata dalla gassificazione dei residui pesanti della raffinazione, con funzione di stabilizzazione della rete nazionale.

Evoluzione

Carburanti rinnovabili dagli oli vegetali

Il piano strategico 2026-2030 apre alla filiera di HVO e SAF, a partire dall’unità di co-processing già certificata ISCC EU e in esercizio.